Ahimè ch’io cado, n. 107: “Lassù sulle montagne…” di Michele Girardi

Luca Bianchini ci risponde: Quando hai un problema di salute ti rechi dal medico e pretendi che sia un professionista specializzato. Stessa cosa quando hai da fare un progetto, vai da un architetto o da un ingegnere.

Per la musica invece no. Molti si affidano al ciarlatano di turno, che non ha titolo, che si reputa un appassionato. Se occorre parlare di Mozart si dà retta spesso al medico, al politico, al letterato che magari di Mozart non ha mai scritto nulla, ma sa spalancare bene la bocca e spacciarsi per quello che non è: un musicologo. Prova a chiedergli se è laureato in musicologia.

Fagli presente, che si diventa ingegneri dopo un corso universitario e una laurea. Per chiamarsi musicologo bisogna essere laureati in musicologia. Non basta essere dei semplici appassionati.

Ora ci sono in giro non laureati in musicologia, che si spacciano per musicologi, rovinando il buon nome della categoria. Anzi, meno sanno e più si considerano esperti in materia.

Come distinguere i praticoni? Un metodo infallibile è la qualità dell’eloquio. Si considerano sempre nel giusto, non sbagliano mai, spesso insultano, rovinando per i loro comodi la musica italiana.

Ecco come Luca Bianchini si autocelebra. Pubblica un articolo ai limiti della follia, dovuto a un suo seguace bellunese,  Giuliano Dal Mas, che rimemora il defunto capobufalaro, quello che si è inventato storielle su Luchesi campate in aria, e auspica che vada in porto la sua battaglia. Ricordiamo che prevede di disarcionare Mozart e Haydn dal trono in cui li hanno fatti salire i nazisti, per collocarvi la musica italiana e Luchesi: pura follia. Ma un po’ di coerenza ci vorrebbe: siccome il Bianchini invoca per sé la qualifica di musicologo, e la nega a tutti quelli che non siano laureati in musicologia, allora dovrebbe protestare se un montanaro si appropria della qualifica di ricercatore in storia dell’arte, pur essendo laureato in scienze politiche. E invece no. Gli abbiamo risposto in tre, sinora, su una delle pagine che Bianchini, alla frutta, ha creato per diluire l’assedio di chi non ci sta proprio a che dominino falsità come quelle che lui diffonde. 

Questa è la mia, le altre si possono leggere all’indirizzo che si legge sotto:

Dice bene l’altro gazzettante, e dice bene pure il gazzettante precedente: lei che protesta, Luca, è laureato in musicologia? ma se è Bianchini, come sembra evidente, non insegna affatto musicologia. E nemmeno insegna in università, vero? E dunque, cosa si mette a rivendicare una competenza che non ha? Ha vinto un concorso universitario? O uno per entrare in Conservatorio? La boicottano dei cattivoni? le faccio notare che oggi compare sulla sua pagina fb un articolo pessimo di un tal Dal Mas, che si definisce ricercatore in storia dell’arte. Inutile dire che non compare in nessun elenco di docenti universitari e/o ricercatori, che sono pubblici; ma quel tizio è laureato in storia dell’arte? no, a quanto pare (e dunque millanta credito), lo è in scienze politiche, e la sua lista di pubblicazioni è monolitica: si occupa di montagne (del resto quelle sciocchezze sono stampate su “Dolomiti”). E chi dà il diritto a questo sprovveduto, di sparare sentenze a casaccio come quelle che si leggono nell’articolo citato? La storia della musica del ‘700 va cambiata, Mozart e Haydn non hanno scritto composizioni importanti, che invece andrebbero attribuite al solito Luchesi? Ma state scherzando o fate sul serio?

https://mozartlacadutadeglidei.wordpress.com/…/titolo-dell…/ (commenti rimossi il 28 ottobre 2017, si vedano gli screenshot)

qui la biografia di Dal Mas:

http://www.campedel.it/autori/giulianodalmas.HTM

 

 

3 risposte a "Ahimè ch’io cado, n. 107: “Lassù sulle montagne…” di Michele Girardi"

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  1. Giuliano Dal Mas, autore dell’imperdibile volume “Divagazioni dolomitiche – percorsi, pensieri, emozioni” (2018) è definito nei suoi curricula “appassionato di giornalismo, cultura e storia, poesia e arte, musica classica, montagna e fotografia”, nonché “autore di una trentina di pubblicazioni tra cui molte di montagna”. Come esperto di alpinismo dev’essere ben fornito di chiodi da roccia, e infatti l’ultimo l’ha appena piantato sulla bara del logos. Gli si consiglia una rapida discesa a corda doppia dalle vette della filosofia musicale alla pianura della concretezza, dove lo attendono festosi gli “enofili” e gli “enonauti” della nobile provincia bellunese, assidui frequentatori delle sue conferenze (Enoteca Ferrari, Top 90, Osteria del Vicoletto, Ristorante Bacchetti di Piz Camolino, Rifugio Col di Roanza, et alia). Prosit!

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