L’Accademia della Bufala, n. 34: “Arcadia, una rivoluzione tutta italiana” di Anna Trombetta (commentata da Carlo Vitali)

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L’Arcadia è una rivoluzione tutta italiana che rende esclusiva ed elitaria la cultura, dalla poesia alla pittura, dalla letteratura alla musica.

Più sotto dice che mirava alla semplicità, dunque semmai anti-elitaria; e infatti cinquant’anni dopo i dilettanti italiani erano Arcadi a migliaia (cfr. le satire antiarcadiche di Baretti e Goldoni).

Nasce e si sviluppa a Roma in circoli laici che volevano tramandare un approccio più libero, edonistico e indipendente vero l’arte e la cultura in genere, distinguendosi dalla visione cattolica dottrinale.

Infatti il suo titolo completo era “Pontificia accademia degli Arcadi”, teneva sedute comuni con i Padri Filippini, era piena fin dalle origini di preti e cardinali… I sonettini arcadici dell’avvocato Zappi sarebbero più “edonistici” dell’Adone di Marino? E Marino era forse un “cattolico dottrinale”?

L’Arcadia accettava anche la donna.

Secondo l’altra notoria bufalara Ellen T. Harris (che io ed altri hanno contestato) l’Arcadia romana era invece una congrega di maschi sodomiti e pedofili che concupivano Gesù bambino. Per una volta ha ragione la Trombetta.

Ogni artista rinasce in Arcadia acquisendo un nuovo nome,

“un nomaccio mezzo da pecoraio e mezzo da pagano”, secondo Baretti…

esprimendo la propria ricerca intellettuale attraverso simboli sconosciuti ai più, ma destinati alla comprensione di pochi eletti.

sconosciuti come la “siringa” (il flauto di Pan, emblema dell’Accademia), la ninfa, il pastore, il ruscelletto, lo zeffiretto? La Signora ha presente, giusto per fare un nome, l’Arcadia di Sannazaro (1504), madre di tutta la poesia pastorale europea e non solo italiana? Ci sono molti precedenti spagnoli, inglesi, francesi… Studi, madame, prima di sparare a salve.

Sono molti i musicisti che si fecero arcadi: Bernardo Pasquini, Arcangelo Corelli, Alessandro Scarlatti, Metastasio, Alessandro e Benedetto Marcello, Giuseppe Valentini.

… più tanti altri che non nomina. E dunque? Era anche maggiore il numero di quelli iscritti alle confraternite devote.

Ed è proprio in ambiente romano…

napoletano, madame!!! Lo chieda ai suoi fans Amato e Catemario.

che nascono i #partimenti, una forma di conoscenza esoterica dell’arte musicale.

Cosa c’entrano la pedagogia e la stenografia pratica con l’esoterismo? Il partimento precede di molto l’Arcadia, nasce a Napoli ma non è solo cosa nostra, e non ha niente di esoterico. V. Paolo Isotta: “Per verba maxime generalia il più importante studioso di tale tradizione, Giorgio Sanguinetti, suggerisce tale definizione: “A Partimento is a sketch, written on a single staff, whose main purpose is to be a guide for improvisation of a composition at the keyboard”. La tastiera è infatti anche strumento pratico principe per lo studio dell’armonia e del contrappunto. Il Partimento all’inizio non è del tutto distinto semanticamente né concettualmente dal medesimo ‘basso continuo’. Quale sinonimo di basso continuo lo adoperano all’inizio del Seicento il grande materano-napoletano Giovanni Maria Trabaci nelle Messe del 1602 ed Erasmo Bartoli, detto padre Raimo, pur egli regnicolo per esser nato a Gaeta, nelle Pastorali a 4. 5. 6. (manoscritto presso la Biblioteca dei Girolamini). Giovanni Filippo Cavaliere, ne Il scolaro principiante di musica, Napoli, 1634, è il primo trattatista ad adoperare il termine […] Il grande musicologo Fétis nell’Esquisse de l’Histoire de l’Harmonie, considerée comme art et comme science systématique, Paris, 1840, osserva che il desiderio che le singole voci dell’esercizio cantino elegantemente ne fa già cosa d’arte. Egli ritiene anche sostanzialmente contrappuntistica la natura del Partimento napoletano, a differenza di quello francese e tedesco, sostanzialmente armonico.”

Nel rapporto maestro-discepolo venivano trasmessi i segreti…

… segreti di Pulcinella…

della composizione, dell’improvvisazione nella musica strumentale e vocale, per creare attraverso formule fatte di note e numeri opere d’ogni genere.

Sì, dalla Messa solenne alla sinfonia classica… come il software che Bianchini usa per comporre i suoi capolavori musicali.

Sembrano aride tavole, un po’ macchinose, ma in realtà racchiudono e schematizzano le conoscenze contrappuntistiche dell’epoca.

le quali si leggono in chiaro nei trattati tipo Gradus ad Parnassum di Fux, stese in latino e presto tradotte in italiano.

Ogni maestro aveva i suoi partimenti, la sintesi del proprio stile musicale e della propria scuola.

Ce lo dimostri, please.

Assurdo definire la musica di Pasquini, Corelli, Scarlatti, Valentini, Marcello e dei loro contemporanei barocca.

parole in libertà e kakosyntheton. Rectius: “assurdo definire barocca la musica di Pasquini, ecc.”

L’Arcadia “archivia per sempre lo stile barocco e marinista, recupera un linguaggio limpido e lineare, nel quale la sintassi si semplifica” (Claudio Giunta)…

limpido e lineare, dunque esoterico. Logica trombiniana.

riunendo sotto una unica bandiera letterati, filosofi, artisti, matematici,

Si bramano esempi di matematica arcade contrapposta a quella barocca. Erano barocchi Galileo, Leibniz, Newton?

musicisti in una Repubblica nuova delle lettere e della musica, per eliminare ogni traccia di “cattivo gusto” barocco. Se per Metastasio l’adesione all’Accademia dell’Arcadia è netta…

Tutt’altro, Metastasio era critico del mainstream arcadico (argomento da specialisti; si vedano Amedeo Quondam, Franco Fido e altri mammasantissima dell’italianistica che i sondrioti palesemente ignorano). Metastasio è autore e drammaturgo troppo gigantesco per essere costretto nelle casseforme di un’unica poetica, tanto più quella dell’Arcadia romana.

Anna Trombetta: e lo porta a creare una nuova lingua per il melodramma, con sintassi lineare e lessico raffinato, a maggior ragione

Ecco, a maggior ragione. Argomento da bignamino stolto.

questo varrà per i musicisti, che vestivano di melodie arcadi i suoi versi.

Ci spieghi la Trombetta il minimo comune multiplo di “melodia arcadica” fra le intonazione metastasiane (verbigrazia) di Caldara e di Jommelli, entrambi schifati per ragioni opposte dal poeta cesareo. Legga il carteggio, dottoressa.

Approfondimenti

Miscellanea: Arcadia inventata. Gasparini confuso con Pollioni su ItalianOpera (ovvero l’arte del copia-incolla da Wikipedia di Luca Bianchini e Anna Trombetta) di Feraspe.

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