Ahimè ch’io cado, n. 165: “Mozart e Paisiello, amici per la pelle” di Michele Girardi e Carlo Vitali

Brevi notizie, Mozart, 47 (detail)
[Giuseppe Antonio Bridi], Brevi notizie intorno ad alcuni più celebri compositori di musica e cenni sullo stato presente del canto italiano, Rovereto, Luigi Marchesani, 1827, p. 47

In questo saggio (Mozart: New Documents – LINK), D. Edge e D. Black forniscono un esempio di critica seria e documentata. Consiglio vivamente la lettura ai due Bianchini, in modo che poi facciano ammenda delle stupidaggini sin qui scritte sull’Idomeneo.

La testimonianza di Giuseppe Antonio Bridi, secondo cui Paisiello si sarebbe fatto dare da Mozart l’Idomeneo «per studiarlo», era già citata da Abert 1955 (cfr. la traduz. it. del 2000, vol. II, p. 53 e n. 67). Ma naturalmente Abert era un “nazionalista” e Bridi un roveretano, quindi un “tirolese” traditore della Patria proprio come G. G. Ferrari. Dunque entrambi falsi e bugiardi secondo il canone sondriota. Magari dovrebbe studiare questi documenti pure il maestro Enzo Amato, quello che pensava che Mozart fosse ancora vivo ai tempi dell’incoronazione di Napoleone. Ma è gente che mena vanto della propria ignoranza crassa, e trova seguaci tetragoni e complottisti come loro.

Ringrazio Federico Rinaldi per la segnalazione. (M. G.)

[…] “Già tale aria [si parla di ‘Svegliati all’ire omai’ nella Fedra di Paisiello], e non solo quelle sopra citate dai Giuochi di Agrigento, ricorda che Paisiello conosceva le Opere serie di Mozart, Idomeneo compreso; l’indagine sull’Elfrida e sull’Elvira, che mi sarei augurato fosse stata in questo bicentenario compiuta, dovrà apportare nuovi lumi”. (Paolo Isotta, Per un bicentenario: Paisiello e il mito di Fedra, Napoli, Prismi, 2016.)

Perché, invece di blaterare su nazismo, Arcadia e Massoneria (grandi temi dei quali dimostrano di non sapere una cippa) certi cervelli lardosi non ci apportano “nuovi lumi” comparando le forme d’aria, verbigrazia, nell’opera seria di Paisiello, Mozart e Sarti? Dico quei cervellini dediti al cazzeggio mediatico che hanno “scoperto” un plagio di Mozart da Salieri rovistando fra i commenti di YouTube. E ne citano pure uno in nota a piè di pagina (Rotolone II, p. 343) come “particolarmente significativo”. Cari quei musicologi! Proprio da mandare a bastonare i pesci…

Sulle amichevoli frequentazioni e la reciproca stima fra il Tarantino e il Salisburghese abbiamo detto qualcosa, sta già tutto in Abert e nei Dokumente di O.E. Deutsch. Leggano di più e scrivano di meno, codesti stakhanovisti del self-publishing! (C. V.)

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