L’Accademia della Bufala, n. 35: “La compagnia di negrieri. Razzismo in musica” di Luca Bianchini e Anna Trombetta (commentata da Carlo Vitali)

La compagnia di negrieri. Razzismo in musica

di Luca Bianchini e Anna Trombetta

(Pensiero della sera)

I musicisti non sono esenti dalle brutture di questo mondo. Händel ad esempio possedeva le azioni di una compagnia di negrieri, e le musiche del Messia [recte: Messiah] debbono la loro fortuna anche ai soldi che il Sassone seppe trarre dalla vendita degli schiavi.

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Risposta

di Carlo Vitali

Anche Voltaire possedeva azioni di una compagnia negriera, anzi nel suo Essai sur les mœurs teorizza che i “negri” sono meno intelligenti, dunque schiavi “per natura”. Diremo per questo che il Trattato sulla tolleranza è il prodotto di una mentalità schiavista? Washington il Liberatore possedeva parecchi schiavi e metteva incinte le sue “negrette”, Carlo Tessarini dedicò la sua op. 15 a un armatore di navi negriere attivo a Saint-Malo, Caterina la Grande ricompensava i suoi maestri di cappella italiani intestandogli dei villaggi con annessi servi della gleba (cfr. Robert-Aloys Mooser, Annales de la musique en Russie, [Gèneve], Mont-Blanc, 1948-51). Schiavisti anche Cimarosa, Sarti e Paisiello?

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