Miscellanea: “Confutatis maledictis (Requiem per un bufalaro)” di Carlo Vitali

Il 21 ottobre 2018, all’età di 89 anni, è morto a Vichy Robert Faurisson, già professore di liceo e assistente universitario in lettere moderne, incaricato di corsi “di classe B”. In una lunga serie di saggi, lezioni e conferenze il defunto aveva sviluppato con maniacale insistenza una tesi: le camere a gas operanti nei campi nazisti, tuttora esistenti e visitate da migliaia di persone al giorno, sarebbero servite unicamente alla disinfestazione dei prigionieri da pidocchi e altri parassiti. I morti nei Lager sarebbero stati al massimo 500mila, vittime del tifo petecchiale e dei bombardamenti aerei alleati.

L’olocausto pianificato di sei milioni di Ebrei sarebbe quindi una menzogna totale, una “fabbricazione sterminazionista” a fini di propaganda politica sionista. Il “metodo Faurisson” gioca sull’apparente consequenzialità di un ipercriticismo pseudoscientifico unanimemente contestato dalla comunità degli storici. Faurisson e seguaci (Ernst Zündel, David Irving) non mirano a FARE o a RISCRIVERE la storia, ma a DISTRUGGERLA, invertendo l’onere della prova mediante l’affermazione a priori, ripetuta usque ad nauseam, che la conoscenza del passato, accumulata sulla base di documenti e testimonianze criticamente vagliati secondo metodi condivisi, si basa invece su una congiura degli “storici ufficiali” volta a nascondere la verità.

Più che di “revisionismo”, operazione legittima che ogni storico serio compie sul lavoro di chi lo ha preceduto, il metodo di Faurisson e seguaci merita l’appellativo di “negazionismo”, coniato nel 1990 da Henry Rousso e talora erroneamente utilizzato come sinonimo del precedente.

Con sentenza del 6 giugno 2017, confermata in appello il 12 aprile 2018, il Tribunal de Grande Instance di Parigi, competente per i crimini contro l’umanità, ha stabilito: scrivere che Faurisson è “un bugiardo di professione” e un “falsario della Storia” è conforme alla verità. Restano così escluse le azioni legali per diffamazione che la buonanima (si fa per dire) aveva intentato contro i suoi critici. Si attende ora che i suoi eredi e i seguaci del suo turpe metodo esigano dalla stampa asservita al Sistema le prove inconfutabili della sua morte.

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