Miscellanea: “Decalogo del perfetto bufalaro” di Carlo Vitali

Vuoi scrivere un best-seller totalmente originale che rivoluzioni un campo dello scibile? Vuoi acquistare fama eterna e raggiungere un’invidiabile posizione economica in questa valle di lacrime? Segui questi dieci facili precetti e otterrai quanto desideri:

  1. Abbraccia con amore e sprezzo del ridicolo la moderna filosofia relativista. Visto che la verità non esiste o non è conoscibile, non esiste neppure una gerarchia delle fonti, la legge di gravità è una costruzione sociale, probabilità e verosimiglianza sono pregiudizi della mente umana. Tutto è possibile, tutte le opinioni sono uguali. Ad es.: se si tratta di filosofia del Settecento, il commento di un utente su YouTube ha lo stesso valore dell’apparato critico ad un volume degli opera omnia di Kant. Se il discorso verte sulla letteratura latina, rivendica la tua conoscenza del cinese mandarino o il possesso d’una laurea in matematica;
  2. Inverti sempre l’onere della prova. Se affermi che Giulio Cesare e Haydn erano africani di pelle nera, oppure che Beethoven era una donna zingara (pardon: Rom!), buttala in politica accusando i tuoi critici di essere ignoranti, razzisti, fascisti, maschilisti e omofobi, mentre tu sei il difensore di ogni causa nobile e democratica. In questo lavoro di decostruzione dei pregiudizi gnoseologici ti saranno di grande utilità programmi come Photoshop;
  3. Chiave universale per interpretare ogni fenomeno – dalla storia all’economia, dalla politica alla teologia – sia la cospirazione di società segrete. Essendo segrete, tengono poco a costituire archivi aperti al pubblico; quindi potrai attribuire loro di tutto e il contrario di tutto;
  4. Sopprimi dai documenti, con o senza il segno di omissione, quei passi testuali che sono contrari alla tua tesi. Es. “Luca non è una persona onesta” diventerà “Luca […] è una persona onesta”, o meglio ancora “Luca è una persona onesta”;
  5. Serviti di documenti falsi, anche se già screditati dalla critica filologica. Es.: I Protocolli dei Savi di Sion provano l’esistenza di una cospirazione pluto – giudaico – massonica volta a dominare il mondo. Oppure: Il testamento di Lenin nominava Stalin come suo legittimo successore politico (cfr. Luciano Canfora, La storia falsa, Milano, Rizzoli, 2008).
  6. Cita documenti oggi irreperibili in originale solo se sono favorevoli alla tua tesi; se invece sono contrari nega che siano mai esistiti;
  7. Metti in dubbio l’autenticità di documenti autografi e perfettamente consultabili da tutti. Se ti costringono ad ammettere che sono autentici, rispondi che non sono veraci poiché fanno parte di un Grande Complotto. Fai altrettanto con le testimonianze orali contestando a priori la moralità e/o la sanità mentale di chi li ha raccolte e trasmesse;
  8. Traduci male le fonti in lingue straniere al fine di renderle più utilizzabili per la tua tesi. Nella tua stessa lingua ignora le accezioni di un termine non favorevoli alla tua tesi nonché i mutamenti intervenuti nel suo significato. Consultare un dizionario storico è fatica da pedanti; basta e avanza GoogleTranslate. Se una lingua ti è del tutto ignota, costruisci ardite teorie sulle sue varianti dialettali;
  9. Attribuisci le tue conclusioni a fonti che, se esaminate con rigore, affermano il contrario. Mal che vada, fai uso di citazioni inesistenti rinviando a numeri di pagina sbagliati oppure ad autori e pubblicazioni che si occupano di tutt’altro;
  10. Lavora in solitario o al massimo in coppia con un tuo parente stretto. Evita il confronto con la comunità scientifico-accademica, che difende potenti interessi costituiti e cercherebbe di sopprimere l’originalità del tuo pensiero mediante l’odiosa “peer review”. Fai stampare a pagamento i tuoi lavori presso tipografie di provincia o, ancor meglio, compra un ISBN da qualche agenzia di print-on-demand che si appoggia a una branca di Amazon; poi pubblicizzali sul Web e scrivi tu stesso recensioni entusiastiche sotto falso nome. Ai recensori meno amichevoli rimprovera di non avere letto il libro. Ai dubbiosi consiglia di leggere il libro. In hoc signo vinces!

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